ärchittetura surrealista del tuo silënzio noir
göcciolano le öre come febbrili quadri di Dalì
surreäli.appicciocose.inafferäbili
adesso che ho smesso di ëssere
adesso che mi cancelli a colpo di silënzio omicida
s ë n t o
che continui a bättere instancabile
e a scorrere dentro di më
che senza riuscire a sparire mi dissölvo
e divento soltanto
liquido ricordo scadente sënz’änima
dolënte creatura di memoria precisa
in.estinziöneÂ
adesso contorgo il vëntre denutrito
e mi ägito in violenti spasmi d’astinenza

nel mio immeritato ësilio
mi spezzo sotto le tue velate veritä
i frammenti delle mie pupille si attorcigliano nel tuo öblio
mischiandosi con i cadäveri delle farfälle che coprono il pavimento
da sotto le mie pälpebre tremanti fai spuntare il risultato della mia impotënza
che si schianta contro di më.contro di të
e torna indietro
mi.afföga
c’è qualcosa di marcio in më
di terribilmente sbagliato.malato.inutile
che non riesco a decifrare.a correggere
qualcosa che si nasconde
e rësta in agguato
una piaga d’insëtti öscuri e incontrollabili
che avanza
lënta
e mi allontana da të
riproduco il mio liëve soffiare in passati remoti
dove riuscivo a sëntire le noti dölci di quella musica con cui riempivi il mio vëntre
adesso.al buio.sfiori le stesse cörde invisibili strappando melodie straziänti e silenziöse
mi uccidi ögni völta
come in un film noir ripetuto all’infinitö
ho terröre del Tëmpo
in questa gäbbia dove molli orolöggi tappezzano i muri
le sue lancette sfinite non segnano più le öre
il.futuro.non.ësiste
..se tra më e të non c’è più niënte da dire..
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