Archive for May, 2007
BaNG BaNG
Ti sparo a distanza imprudente i miei sentimenti piĂą ovvi
vorrei spappolare la tua indifferenza con le mie parole
e riempire le tue arterie della stessa malattia di cui mi hai infetta
ricucire delicatamente ogni ferita
lasciando cicatrici indelebili
che riescano a farti..
s e n t i r e
sentire qualcosa
dolore..qualcosa
sentire
me
mentre resti sdraiato a fissare il soffitto
in questa tua dolce e deludente insonnia
mi prendo cura di te
tento sperimenti
per uccidere o trascinare via i tuoi demoni
voglio essere l’unica sofferenza che ti tenga sveglio
ti allontani lentamente dalle radici della tua coscienza
e precipiti dove la mia fame non può saziarmi
sono troppo ubriaca dal mio egocentrismo per capire
che i tuoi occhi perennemente aperti
mi guardano attraverso
nuda
ma..
non.mi.vedono
Â
Ti sparo a bruciapelo i miei sentimenti piĂą osceni
vorrei farti saltare le pupille di colpo
e vedere cosa c’è impresso nel rovescio
del tuo tragico sguardo

apparentemente niente
apparentementeilvuoto
e no..
non.mi.vedi
resto sdraiata a fissare il soffitto
sommersa nella tua infinita e contagiosa insonnia
sola e instancabile
incapace di cancellare
quell’unica immagine
stremata
di te
incapace di mettere a fuoco
qualcos’altro
oltre al rosso
che mi copre
che mi circonda
non ti prendi piĂą cura di me
ma.. che deliziosa la visione del tuo corpo esanime
il suono silenzioso dei tuoi occhi spalancati
il ritmo del tuo sangue infetto che colla
tic.tic.tic.
sperimento fallito
no..
ancora..
non.mi.vedi
Â
bang bang
scarico.il.caricatore

[il vuoto.non ha occhi per guardare.il vuoto]
1 commentbloody sträwberry milkshake
sotto il mio ciëlo di coperte viöla
dove galleggiano tutte le piume che mi hai strappato
nascondo l’innocĂ«nza che mi resta..
perché non vieni a salvarmi da me stessa e
chiudi nella tua scätola.delle.cose.preziose
tutto ciò in cui ancora credo?
continua a squarciare le mie ferite.che mai guariscano
piangimi addosso le tue tristëzze metälliche
m ä n g i a m i
assaggia lentamente il mio sängue malato come fosse
milkshake.alla.frägola
e poi sparisci
söno.soltanto.la.mia.sofferënza
il mio amöre ti arriva in ondate di colöri pungenti..
che incantëvole dolöre schiantärmi
nel nulla
crash
mi.uccidi
förse non dovrebbe importarti
ora mi chiedo se importa a me..
domäni.nel tuo letto
resterà la pölvere del mio sguärdo..
è invecchiato guardändoti scomparire nel tuo silënzio
sull’älbero del mio giardino
lascia strategicamente sospeso
il mio desidërio
a soffocare lentamente

incidi il tuo cuöre sul tronco
battendo.un.ritmo.malincönico
che mi accompagni nelle tënebre
e se non vuoi sussurrarmi ninnanänne
spreca un’ultima moneta..
puoi lasciare nel JukeBöx
girando per l’eternitä
il vinile silenzioso degli addii
u c c i d i m i
Â
[per pulire i resti del massäcro
si vuole qualcosa di più del Tëmpo]
No comments
in.finitä
mi gräffi sul vëntre con calcolata concentrazione
sënto bruciare un intenso dolöre che si espande sulla pëlle
che fa così mäle.. così bëne..
mi gräffi sul vëntre senza guardarmi
e io mi godo il riflësso della mia sofferënza.sul muro
tra urla.gemiti e sudori mi vergogno.e.ti spavento
pensavo che mi avresti lasciata così..
in.finitä
stringo i denti e sënto
il tepore del sängue sulla lingua
il sapore del metallo scorrermi nella göla
le läcrime dissolversi sull’orlo di queste vĂ«tri
ogni incisione.ogni linea.sëgna un nuovo percorso nel vuöto
è inutile rimpiangere il mio cörpo sënza vita che galleggia sul fango del mio cimitëro
in questi giorni di tempësta

 mi lascio bagnare da una pioggia intënsa.dölce.dölce..
e guardo quella inutile creatura che sono stata.per terra..
i vĂ«tri fissando il soffitto che non c’è..
e tra il DoLöRe e il NuLLa
scelgo il D o L ö R e
Â
dopo le ultime gocce di colöre
sul vëntre
resta un fiöre
sënza spine
che continua a crescere
all’in.finitö
fa.mäle
e se ora non mi ri.conosci
puoi chiamarmi LöLa
con äria determinata
mi sfilo i tacchi a spillo.li appoggio sul fango
ignoro i fiumi di Rimmel che mi scorrono lungo le guance
e infilo il mio cadavere nella sacca nera
ziiiiip
senza alterare la mia scëna del crimine
pensateci voi a mangiäre.la.cärne.rimästa
fattelo piano.piano..
graffiäte lentamente con i vostri denti
la pëlle bruciata dal söle che ormai si sgretola e cäde..
fa così mäle.. così bëne..
portatemi.a.cäsa
No commentsäma
Nella distanza
mi mancano il tuo sguärdo
le tue parole
Ricordo il tatto
della tua pelle piĂą lieve
nel tuo ventre - äma

Come Tempo fa
fu tagliato quello che legava
i nostri corpi
non si spezzi mäi
- e ci separi -
il cordone ombelicale
della nostra mente
[ un.pensiero.per.te.mämma ]
2 commentsillusa
se.non.era.vero..
perché voglio ancora leccare le tue lacrime.se tu hai paura delle mie?
impregnerei soltanto quelle inutili pagine di gelso che volevo regalarti..
che spreco.le mie tristezze liquide e l’inchiostro denso..
ora mi strappo le labbra.e non ti innondo piĂą l’anima di parole..
tanto attraverso il tuo tetto non filtra niente..
n i e n t e
tic.tic.tic..
cos’è allora quel rumore?
no.. sono solo le tue pene che rimbombano da dentro..
non.hai.piĂą.spazio
stasera.. resta a guardare qualcosa di meraviglioso.che ti rimanga nelle pupille.perché quando tornerai..
troverai soltano affondando nel mio cimitero
ciò che resta
di un’illusione
.mermaid.hunter.
in equilibrio
sull’orlo di questa spiaggia
abbandono le scarpe di nebbia.poso le ali
e metto addosso il mio vestito di sirena..
stringe ai fianchi
e trattengo il respiro
mi lascio trascinare dalla corrente sperando che le onde si fermino sulle tue labbra
non conosco nessuno come te
ma non continuerò a innamorarmi ancora della tua tristezza
perché non ho mai smesso di farlo
promesso
nessuna promessa
ho dimenticato il mio canto seducente.sono stonata..
come la chitarra che ora suoni solo la domenica.ma oggi è venerdì..
e qui tutto funziona all’inversa
per non schiantarmi contro gli scogli del tuo silenzio
seguo le note del tuo respiro.mentre dormi..
cacciatore.di.sirene
ho la pelle increspata dalle onde e il sale delle tue lacrime mi penetra come le spine delle rose che non mi hai ancora spedito..

le squame si disfano.e mi lasci nuda a galleggiare nel tuo oceano di amarezza
con ritmo fievole.senza stile.verso te
vorrei essere giĂ arrivata
vorrei.. trasferirmi..
vivere .in equilibrio
sull’orlo di quella spiaggia
dove non servono scarpe né piume
e solo la tua pelle lieve riesce a coprire la mia assurda nuditĂ
la tua saliva a calmare la mia sete mortale
The Land Between Solar Systems
Tra brividi e sudori mi sveglio di scatto.respiro affannata..
sento le mie unghie graffiare la terra fredda sotto di me.cerco di rialzarmi.invano..
il mio corpo nudo.e.questo luogo desolato..
il mio corpo desolato.e.questo luogo..
nudo
buio
in questo silenzio spettrale sento l’armonia stonata del tuo sussurrare..
mi lascio portare dalla levità del suono che ti sfugge dalle labbra.di nascosto.. e mi rivela quello che non vorresti dirmi.quello che taci.perché è sbagliato.o ti vergogni.o chissà ..
cerco di sigillare quel suono in una busta impenetrabile.e spedirla nel luogo dove risiede la mia memoria.dove le note del tuo respiro danzano ancora col mio sguardo..
in qualche angolo della conca dei miei occhi trovo ancora un senso a questo lento inseguire le tracce invisibili di chi credi di non essere..
credi.di.non.essere.chi.amo
e..
se non esisti.come mai ogni notte.nel sonno.il mio corpo si adagia alla perfezione su ogni curva del tuo corpo?
se non esisti.come mai il tuo odore.di erba e lacrime senza pianto.copre ogni poro e ogni mio millimetro sfiorato da te?
se non esisti.come mai i tuoi denti tracciano sulla mia pelle i percorsi viola del tuo desiderio?
se non esisti.come mai la mia spina dorsale si flette.in osceno piacere.sotto le tue dita?
inconsapevole redatti sul mio ventre le istruzioni precise per riuscire a diventare chi credi di non essere..
se mi sfiori lentamente con lo sguardo e le tue labbra umide si appoggiano sulle line vettoriali della mappa astratta che hai disegnato.magari riesci a trovare la strada verso quella terra..
qui..
non c’è niente di piĂą bello che il tuo sangue che scorre..
sente il ritmo del mio respiro e ogni battito del mio ventre pulsare sul tuo ventre e risalire..
affondo nella tua saliva mentre le tue labbra di seta asciugano con un bacio le lacrime nascoste tra i miei capelli..
mi piace riaddormentarmi abbracciata alla tua pelle.mentre le mie paure si disperdono nel vuoto.e il tuo respiro mi sussurra ninnananne e mi riporta dietro le colline.in quella terra.che si stende tra i sistemi solari.dove chi.credi.di.non essere..
esiste..
SHiZuKa
silenzio
sento solo i tuoi piedi leggeri calpestare la neve delle mie cosce
ma la tua lingua non viene piĂą a leccare la brina delle mie ossa
e in questo freddo umido muoio lentamente..
non c’è sole per riscaldare la mia anima in esilio
tic.tic.tic.
schizzano le tue acquerelle sul mio ventre squarciato
i pennarelli sospesi nell’aria
ma tu.non torni piĂą..
non.torni.mai
a disegnarMI con le tue parole
lontano.. sussurra.. il vento invernale
o forse è l’eco del tuo lamento.del mio..
silenzio.nel.subbuglio
è la malattia di queste dita fragili
di queste ali inermi.inutili..
silenzio
solo un concetto
taci.e resta perpetuo.sospeso tra noi con spille ossidate
solo un pensiero
lo travesto di parole.lo urlo.per te.e resta.. un concetto
ma no.non ci sono termini per questo che batte agonico dentro di me..
non credo che tu riesca a leggere le mie labbra.senza guardarmi..
se non parlo piĂą..
silenzio
conservami al meno morbida nella tua pelle.e sulla lingua..
e sarò
piĂą di un concetto..
sarò.per un istante.un’emozione..
o il suo ricordo
trattieni il mio sguardo
lascialo volare.ancora presso dal tuo.verso te..
ossa che scricchiolano
piume che cadono
è così l’impotenza assurda che mi lascia il tuo silenzio
la neve copre ogni illusione
e non posso piĂą volare perchĂ© la mancanza d’aria mi fa restare qui
accanto ai tuoi ricordi
a scomparire
le mie mani.in attesa.gelide..
ululano le farfalle nel mio ventre
perché rimani muto.lontano.lo sguardo fisso dove non vedo..
e io mi perdo..
perché.non.vieni.più.a.cercarmi?
dissolvenza.in.nero
silenzio