Apr 4
HaiKu
“Cos’è la poesia?” domandò il monaco.
“E’ un mistero ineffabile” rispose lei.
Un mattino.il rumore della brocca d’acqua che si spacca fa germogliare nella testa una goccia di poesia.risveglia l’animo e gli conferisce la sua bellezza.
E’ il momento di dire l’indicibile.
E’ il momento di viaggiare senza muoversi.
E’ il momento di diventare poeti.
Non abbellire niente. Non parlare.
Sentire e scrivere. Con poche parole.
Diciassette sillabe.
Un HaiKu
Stringo le cosce
godo il dolce dolore
assenza di te
Le tue vacanze oltreoceano mi regalano intranquillità ..
saranno quindici giorni appena..
intermittenze veloci di niente e qualcosa..
aspetto il tuo ritorno.con ansia nascosta male.tra le pieghe degli occhi.per poi ricominciare.. con la percentuale abituale di voglia e scuse oscene e tutto da rifare..
io sogno il tuo ritorno e le nostre scene migliori ancora da realizzare..
tra insonnia e poesie.per poi ricominciare -a ondate- l’invasione abituale di fame di te
e voglia in scatola..
tra me e la tua assenza..
è l’attesa che rimane
il pensiero di te mi assale all’improvviso..
si congelano tutti i pensieri.la mente si svuota.resta in bianco.e come una coltellata il ricordo intenso del tuo odore penetra lentamente ogni sezione del mio corpo.si filtra attraverso i pori.mi scorre nel sangue.che diventa più denso.lo sento..
la sensazione va in crescendo.come le note di una canzone lontana.profonda.. mi trapassa il cervello.e resta lì.in sospeso.come un delicato spingere.a soffocare ogni ragione.ogni logica..
sento il mio sguardo fisso su un punto annebbiarsi.poi gli occhi chiudersi lentamente.cercando di scacciare via.. qualcosa..
un brivido.come una presenza.nasce nella nuca e scende giù.lungo la spina dorsale..
e tu sparisci.in dissolvenza.. ma resta l’odore di te che mi avvolge e mi stringe come una corda..
.stringo le cosce.e mi godo.il dolce dolore.che provoca.nella tua assenza.
l’inaspettata.visione.di.te.