yohaku
..la strada si disegna al mio passo e se mi volto vedo soltanto l’abisso di ciò che non esiste..
.davanti.il.vuoto.
cammino per le sue strade come ubriaca.assorta.preda di un sogno.in estasi..
questa volta è tutto diverso.ogni mio passo mette un mattone nuovo sotto i miei piedi.e sulle vecchie strade trafficate di sogni e pretese incompiute adesso si estendono strade vergini.formate da vuoto essenziale e v o g l i a di..
mi lascio coprire dalla luce tiepida che si riflette sui suoi palazzi e ritrovo quel senso di appartenenza che avevo gettato così lontano..
nessun ricordo incrinato da ombre altrui.tutti inghiottiti dall’oblio delle cose senz’anima..
nessun ricordo..
solo adesso.ora.io.e v o g l i a di..
in quel ponte si può sentire la nostra anima.anche se ormai la scritta non si legge più..
ma seduta su quelle pietre sento tutto in prima persona e il plurale non ha alcun significato né spazio né senso..
solo io.. la città .e tutta la mia v o g l i a di..
torno dove non ero mai stata prima..
disegno nuovi percorsi.senza cercare nulla..
sul ponte mi elevo senza paura del vuoto.senza vertigini..
senza sapere.senza sperare qualcosa..
non ha importanza cosa si muove intorno.non contano le distanze..
solo io.quello che resta di me.dopo aver eliminato ogni cosa superflua..

solo io.e tutta la mia V o g l i a di..
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