Archive for September, 2006

Läcrime di Strycnina

September 25th, 2006 | Category: The Writing Machine
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È ancora notte quando apro gli öcchi ogni mattina..
I giorni sono diventati così oscuri.che la luce del söle è un vago ricordo che si profila tra le persiane dell’ufficio - rigorosamente socchiuse.per non riflettere distrazioni sullo schermo del computer-.

A volte.intrappolata nel loop infinitö di questa abitudine.il mio organismo sembra bloccarsi.eseguo azioni meccaniche per pura inerziä.mentre sento che dentro di me qualcosa si è spenta..

CLICK

Prima di chiudere la porta di casa.devo ricordare di prendere la giacca e nascondere le piume delle mie äli.per non farle sbiadire con l’ariä fredda dell’autunno esordiente..

I giorni che si succedono non sono adatti per alti völi.. una nebbiä fitta si filtra attraverso l’erba secca dei campi.tra i rami degli alberi in permanente striptease.tra le tue ditä e il mio ventre.. è come se quella sostanza densa e appiccicosa si fosse espansa anche sul mio cervello.coprendolo.. tutto appare sfuocato.distante e irraggiungibile.. e più freddo.. infinitamente più freddo..

Vorrei staccare a morsi queste äli immense che non mi servono a niente..

Con i piedi sull’örlo del precipizio e gli öcchi inchiodati nella distanzä infinitä.lascio scivolare giù il cappotto e loro cadono inspiegabilmente inerti dietro di me..
Rimango così.immobile.inutile.indecentemente nudä e vuotä.. incapace di saltare e sorvolare su me stessa..

Non è così che funziona.. lo so.eppure..

Impotente.mi sento impotente.. caricando con questo peso di piume e sangue che non circola..

Più mi impegno a saltare e fuggire lontano.più densa deviene la nebbia.più lontana la distanzä.più gravido il mio stesso peso..

Läcrime di stricnina scivolano sulle mie guance.. ämaro liquido liberatorio.. ci sono molti modi per svuotarsi.. e questo è quasi sempre efficace..

Piango senza interruzioni e senza motivo apparente.. le mie läcrime tiepide sollevano la tensione della mia dipendenza..

Non è più importante se le piume si staccano lentamente.o se mi lascio cadere e mi schianto contro il suolo.. non importa se non riesco a trovare le paröle.. prendere posizione lontano su di loro.identificarle.scegliere quelle che mi servono e unirle in illögico disördine per avvicinarmi a te..

Assortä e ässente.. riempiendomi di vuöto.. percepisco in ritardo che tutto ha cominciato a fluire di nuovo.. le ditä livide dei piedi che mi tengono con forza sul limite del precipizio si muovono piano e ricuperano il colöre.. e.timidamente.. le mie äli lunäri di piume madreperlä si aprono immense dietro di me..

E niente conta ormai la nebbia né il freddo autunnale di questi ultimi giorni.. l’ispirazione non è soggetta ai cambi di stagione né al passo del Tempö.. dipende soltanto di me.e di te.. costante e ostinata piccola ossessione malata..

Solo quando non ti cerco appari.quando non ho bisogno di te mi riempi.quando mi arrendo ti offri.. e le mie äli brillano di nuovo.e galleggio ingrävida lontano di tutto.. felice.. e senzä memoriä..

1 istante
3 minuti..
quasi come fare l’amöre.. mi ricordi?

e non capisco che piacere trovi tu.quando la abbracci.e invece.. lei rimane öpaca.öttusa.e völgare come tutto ciò che vi circonda..
Incatenandoti insieme a lei qui.adesso -
Tienitela..
È la gäbbia che hai scelto…
Spero sia più accogliente del mio spaziö infinitö…

Iö.. rimango qui.da sola..
löntanö.löntanö..
accarezzando queste äli.che riflettono colöri e nuovi stati in-stabili..

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No More Sweet Music

September 12th, 2006 | Category: The Writing Machine
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I miei piedi scalzi scivolano sulle tavole di legno del pavimento.ormai mangiate via.. tavole tiepide dalla calda luce di fine estate.. piedi addormentati.appena svegliati..

Contatto lentissimo.sogni già dimenticati..

odore di caffé galleggia dalla cucina e mi cullä..
riempio la tazza e mi dondolo in terrazza.vestita solo di raggi di sole.

Tutto dorme ancora e resta il silenzio sospeso leggero dall’ariä..
deliziosa musicä che arriva da quel posto appena abbandonato.sotto mille cuscini colorati.

Immagini trasparenti trapassano le mie pupille.però non riesco ad indovinare da dove vengono.. non riesco a metterle a fuoco..
si rubano spazio l’una all’altra così veloci che non posso trattenerle..
finché una si gonfia.si espande e tutto riempie.. mi avvolge da dentro e rimane lì.davanti a me.intorno a me.sulla mia pelle..

Leggera ti muovi fino a invadermi intera e dentro di me cominci la tua danzä maledetta..
invoco pietà.però ottengo solo sorriso malizioso che mi disfä.. all’improvviso.il tuo viso perfetto sospeso davanti a me si confonde con visi lontani che amavo.e capisco che ti nascondi da me in tutto ciò che ho perso o che non potrò avere mai..

Porcelanä si schianta contro le piastrelle..
il rumore mi fa voltare verso me stessa.e mi vedo raccogliere i frammenti lentamente e andare via lontano..

Eppure.. rimango lì.galleggiando insieme a te.che con ariä distratta ti avvicini.tagliando con lama affilata il Tempo che ci divide..

Le tue unghie colorate accarezzando quel vecchio vinile.. sei così sexy vestita di musicä… lo fai girare tra le tue dita lunghe e.. posso sentire già le note..
e tu?

Puoi sentire la musicä?

Balla solo con me.musä..

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say.something.wonderful

September 06th, 2006 | Category: The Writing Machine
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Örbita in play..

Tutto gira di nuovo..
Tutto rimane immobile nello stesso posto..

Oggi mi vesto soltanto di parole che feriscono.
Il tuo sguardo mi sveste senza pietà per sputarmi sulla pelle nuda.perché provoca più piacere vedere scendere la tua saliva sulle mie guance macchiate di Rimmel viola.sul mio ventre gonfio.sulle cicatrici che battono al punto di esplodere..

Senza filtri

Ormai non puoi restare ferma e guardare..
Giochi sporco
Sputi.e dopo con carezze inutili cerchi di salvarTI.
Nessuno è capace di vedere dentro di te come io riesco.

Incostante musa.
Come posso volerti in questa maniera malata??
Come puoi tu ignorarmi in questo modo delicato.che sembra un soffio di Oblio che tutto si trascina?

Elogi e poesia
Le unghie che graffiavano la tua pelle
Amore e tragedia
Ogni Volta

Il tempo dedicato a nessuno pesa come l’acciaio
Troppo lontano per camminare da sola senza arrivare da nessuna parte
Per ascoltare me stessa di nuovo
Pensieri che girano nella mia testa come atomi d’irrazionale pazzia ossessiva
Pensando tanto che affogo nella mia mente, lontano dal cinismo che trovo intorno a me

Dimmi qualcosa di meraviglioso

Ho bisogno che dica qualcosa di bello e inevitabile
Qualcosa che si posi sulla mia pelle umida e avida e copra la nudità oscena delle tue parole vuote.. che feriscono

Dimmi qualcosa di meraviglioso.. per salvarMI

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