Sep 10

.jaque mate.

Category: PoeTry, HaiKu

todos mis pasos
en tu oscuro tablero
son jaque mate

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Sep 10

.scacco matto.

Category: PoeTry, HaiKu

ogni mio passo
sulla tua scacchiera
è scacco matto

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Jul 2

.en la cruz.

Category: The InnerZone, PoeTry

De los brazos de un amor
y ya en los brazos de otro

me ha salvado de morir en la cruz
un caballero raro che dibuja garabatos
y escribe verdades afiladas y negras
y es mucho más amable que el último
mucho mucho más amable
y su sexo es tan bueno o incluso mejor..
mejor

no es placentero ser puesta en la cruz y dejada ahĂ­..

más placentero es olvidar un amor que no
funciona
como todo amor
finalmente
no.funciona

más placentero es hacer el amor
sobre sus vinilos
en su casa toda blanca y
sentarse en la cama
tomando buen vino. hablando y tocándonos
fumando

escuchar el sonido que produce su narìz torcida cuando ronca

he muerto muchas veces
creyendo y esperando. esperando
en una habitaciĂłn
contemplando un cielo raso agujereado
esperando una llamada. una carta. un golpecito. un sonido

volviéndome salvaje dentro
mientras él se follaba a desconocidas adolescentes en el sofá de su estudio..

de los brazos de un amor
y ya en los brazos de otro

no es placentero morir en la cruz
más placentero es escuchar tu nombre susurrado
en la oscuridad

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Jul 2

.sulla croce.

Category: The InnerZone, PoeTry

Dalle braccia di un amore
nelle braccia di un altro

mi ha salvato dal morire sulla croce
un signore raro che disegna scarabocchi
e scrive veritĂ  pungenti e nere
ed è molto piĂą gentile dell’ultimo
molto molto piĂą gentile
e a letto è altrettanto bravo. addirittura migliore..
migliore

non è piacevole essere messi in croce e lasciati là..

è molto più piacevole dimenticare un amore che
non funziona
come ogni amore
alla fine
non.funziona.

è molto piĂą piacevole far l’amore
sopra i suoi vinili
nella sua casa tutta bianca. e dopo
stare a letto. seduti.
e bere del buon vino. chiacchierare e toccarsi
fumare

ascoltare il rumore che fa il suo naso storto quando russa..

sono morta troppe volte
credendo e aspettando. aspettando
in una stanza
fissando il soffitto scalcinato
aspettando il telefono. una lettera. un colpo all’uscio. uno squillo..
impazzendo
mentre lui scopava con sconosciute adolescenti nel divano del suo studio..

dalle braccia di un amore
nelle braccia di un altro

non è piacevole morire sulla croce
è molto più piacevole sentire il tuo nome sussurrato
nel buio

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May 2

.control.

Category: The InnerZone, Super 8

Mi decido. Ho aspettato tanto.. con ansia.
Volevo una piccola sala di proiezioni semivuota. buia
Tu nella poltrona accanto..
Entrambi pronti a perderci nel riflesso di uno sgranato bianco e nero..
Volevo.. costruire un ricordo condiviso.
ma i Joy Division si amano in solitudine.
nello stesso identico modo che io amo te..

.Controllo.
.Auto.controllo.

Parole che mi rimbombano nella testa.
che mi sono urlata in silenzio ogni volta che sono stata con te..

Chiudo gli occhi e li riapro
senza artifici. la macchina da presa mi consegna Ian Curtis. a nudo
Il film. ora lento. ora veloce.. sfuma verso la fine come alcuni dei suoi pezzi..

Ma non parlerò del film. né della musica.. non parlerò di NieNTe

Come frammenti delle loro canzoni
evoco forme. momenti e sensazioni
pezzi delle nostre vite insieme in rigoroso e tesissimo B/N
crudo. estremo. puro. e lucidamente disperato

il nostro incontrarci. a ritmo regolare e ipnotico
il nostro fare l’amore. l’unirsi dei nostri corpi come un tratteggio geometrico di linee ordinate e nitide come punti di sutura tracciati da un’infallibile graffettatrice meccanica
il tuo cuore inafferrabile. aperto come lame di luce sulla superficie di una lastra metallica. como non l’ho mai visto
la mia sofferente dipendenza. fredda e catacombale quanto l’urlo di un fantasma intrappolato e senza pace

parallellismi.visioni..

dall’inizio la mia drammatica e totale incapacitĂ  di porre un qualche tipo di distanza tra me. e il mio amore per te

perché mi sono spinta fino ad un punto così estremo di non ritorno e totale summissione di te?
da dove ho tirato fuori il coraggio e la follia di lasciarmi uccidere. distruggere dal mio stesso amore?

come nella musica dei Joy Division c’è qualcosa in te che respinge o cattura: istintivamente. senza mezze misure.
mi hai trascinato. intrappolandomi in un gorgo di disperata attrazione che distrugge ogni difesa immunitaria.

mentre dormi inconsapevole al mio fianco
fisso lo schema di linee contorte appeso sul muro
la trascrizione dell’urlo di una stella morente che cerca di articolare l’incommensurabile fino a lasciarsene distruggere..

.Unknown Pleasures.

1.
Disorder [inizi il tuo gioco pericoloso e sconosciuto]

What means to you. what means to me
and we will meet again
I’m watching you. I watch it all
I take no pity from friends
Who is right and who can tell
and who gives a damn right now
Until the spirit. new sensation
takes hold - then you know..

2.
Day of the Lords [lenta e pesantemente entro nella tua stanza cupa e desolata. da dietro il buio del tuo sguardo intravedo fasci di luce. ma è luce tagliente e lancinante]

This is the room. the start of it all
Dreamt I fled from you I remember it all
Oh I’ve seen the nights. filled with bloodsport in vain
And the body’s obtained. the body’s obtained
Where will it end?

3.
Candidate [la tua ninnananna atroce presagia dove non sarei mai arrivata]

Forced by the pressure. the territory’s marked
No longer the pleasure. Oh I’ve since lost the heart
Corrupted from memory. no longer the power
It’s creeping up slowly. that last fatal hour

Oh I don’t know what made me or what gave me the night
To mess with your values and change wrong to right

I campaigned for nothing
I worked hard for this
I tried to get to you
you treat me like this..

4.
Insight [invadi lo spazio della mia mente minandone l’equilibrio.. precipito in te. cosciente ma senza paura]

Guess the dreams always end
They don’t rise up just descend
But I don’t care anymore
I’ve lost the will to want more
I’m not afraid. not at all..

5.
New Dawn Fades [tocchi i miei abissi piĂą profondi e impenetrabili. sei tagliente come la piĂą spaventosa delle lame che al contempo provoca in profonditĂ  sussulti del mio io e in superficie tende un agguato alla mia pelle. poche mosse. ripetute implacabilmente. che distruggono ogni resistenza come gocce d’acqua che nella loro caduta inesorabile e sempre uguale intaccano ogni materia. corrodendola]

Change of speed. a change of style
A change of scene. with no regrets
A chance to watch. admire the distance
Still occupied - though you forget
Different colours. different shades
Over each mistakes were made
I took the blame

We’ll share a drink and step outside
An angry voice and one who cried
We’ll give you everything and more
The strain’s too much
can’t take much more
Oh I’ve walked on water run through fire
Can’t seem to feel it anymore
It was me - waiting for me
Hoping for something more
Me - see me in this time
Hoping for something else

6.
She’s Lost Control [il tuo crudele e intenso allenamento del mio auto.controllo ci esplode in faccia]

The confusion in her eyes it says it all
She’s lost control

And how I’ve never felt just why I don’t understand she said
I’ve lost control again
And she’s upon the floor- I thought she died she said
I’ve lost control again

And she expressed herself in many different ways until
She lost control again
I walked upon the edge of no escape and laughed
I’ve lost control again

7.
Shadowplay [resta solo rabbia. distorta e disperata]

To the centre of the city where all roads meet looking for you
To the depths of the ocean where all hopes sank searching for you
Moving through the silence without motion waiting for you
In a room with no window in the corner. I found truth

I did everything. everything I wanted to..

8.
Wilderness [le lacrime infinite che mi provochi e che temi]

I travelled far and wide where unknown martyrs died
I saw the one-sided trials
What did you see there?
I saw the tears as they cried
They had tears in their eyes
Tears in their eyes..

9.
Interzone [come una falena attrata dalla luce mi sono abituata a sbattere nel vuoto che separa il mio amore dalla tua indifferenza]

I walked through city limits
Someone took me by the hand in the blue
Attracted by some force within it
If I could close my eyes
I could get used to it..

I walked round and round,
you nailed me to a tree
Trying to find a way
trying to find a way. to get out..

10.
I Remember Nothing [intimamente ferita da una tensione e da una frattura insanabili tra la mia volontà di restare accanto a ciò che mi lasci di te e un desiderio di andare oltre a ciò che non mi fai capire.. mi consumi e restano soltanto le tue fustigate violente che mi lascieranno piaghe aperte. per sempre]

We were strangers.
We were strangers. for way too long. for way too long..
We were strangers. for way too long.
Violent. violent.
Were strangers.

Get weak all the time. may just pass the time
Me in my own world. yeah you there beside
The gaps are enormous. we stare from each side
We were strangers for way too long.

Violent. more violent. his hand cracks the chair
Moves on reaction. then slumps in despair
Trapped in a cage and surrendered too soon
Me in my own world. the one that you knew
For way too long.
We were strangers. for way too long.
For way too long..

quando ti guardo. o solo ti penso..
di sottofondo è questo il disco che suona sempre
sei tu. gelido e richiuso su te stesso. irresolubile e perfetto. come una lastra tombale

mi schiacciavi la testa contro il cuscino mentre ti sbattevi forte dentro di me
il mio sguardo cristalizzato. fisso sullo scafale sopra di noi..

.love will tear us apart.

ovunque sarò. quest’immagine me la porterò con me.. per sempre. per.sempre

i titoli di coda sulle note di Atmosphere..

[Walk in silence
See the danger
Always danger
Endless talking
Life rebuilding
Don’t walk away]

but I
walk away
in silence..

 

and you
will never
ask me to stay

No comments

May 2

.control.

Category: The InnerZone, Super 8

Me decido. He esperado tanto.. con ansia.
Deseaba una pequeña sala de proyecciones semivacìa. oscura.
TĂą en la butaca de al lado..
Ambos preparados para perdernos en el reflejo de un desgranado blanco y negro..
Deseaba.. construir un recuerdo compartido.
pero los Joy Division se aman en soledad.
en el mismo idéntico modo que yo te amo..

.control.
.auto.control.

palabras que hacen eco en mi cabeza.
que me he gritado en silencio cada vez que he estado contigo..

cierro los ojos y vuelvo a abrirlos
sin artificios. la pantalla me entrega a Ian Curtis. al desnudo
la pelìcula. ahora lenta. ahora ràpida.. se diluye hacia el final como algunas de sus canciones..

pero no hablaré de la pelìcula. ni de la mùsica.. no hablaré de NaDa

como fragmentos de sus canciones
evoco formas. momentos y sensaciones
pedazos de nuestras vidas juntos en riguroso y tensìsimo B/N
crudo. extremo. puro y lĂącidamente desesperado

nuestros encuentros. a ritmo regular e hipnòtico
hacer el amor. la uniòn de nuestros cuerpos como un trazado geométrico de lìneas ordenadas y nìtidas comoo puntos de sutura trazados por una infalible grapadora mecànica
tu corazòn inaferrable. abierto. como haces de luz sobre la superficie de una placa metàlica. como nunca lo he visto
mi sufrida dependencia. frìa y catacumbal como el grito de un fantasma atrapado sin descanso

paralelismos. visiones..

desde el inicio mi dramàtica y total incapacidad de poner cualquier tipo de distancia entre mì. y mi amor por tì

por qué me he empujado hasta un punto tan extremo de no retorno y total sumisiòn de tì?
de dònde he sacado el coraje y la locura de dejarme matar. destruir por mi mismo amor?

como en la mùsica de Joy Division hay algo en tì que provoca rechazo o que te captura: instintivamente. sin términos medios
me has arrastrado. atrapàndome en un vòrtice de desesperada atracciòn que destruye toda defensa inmunitaria.

mientras duermes inconsciente a mi lado
observo el esquema de lìneas retorcidas colgado de la pared
la transcripciòn del grito de una estrella fugaz que intenta articular lo inmensurable hasta dejarse destruir..

.Unknown Pleasures.

1.
Disorder [inicias tu juego peligroso y desconocido]

What means to you. what means to me
and we will meet again
I’m watching you. I watch it all
I take no pity from friends
Who is right and who can tell
and who gives a damn right now
Until the spirit. new sensation
takes hold - then you know..

2.
Day of the Lords [lenta y pesadamente entro en tu habitaciòn oscura y desolada. de detràs de la oscuridad de tu mirada entreveo haces de luz. pero es luz hiriente y aniquiliadora]

This is the room. the start of it all
Dreamt I fled from you I remember it all
Oh I’ve seen the nights. filled with bloodsport in vain
And the body’s obtained. the body’s obtained
Where will it end?

3.
Candidate [tu nana atroz presagia donde nunca llegarìa]

Forced by the pressure. the territory’s marked
No longer the pleasure. Oh I’ve since lost the heart
Corrupted from memory. no longer the power
It’s creeping up slowly. that last fatal hour

Oh I don’t know what made me or what gave me the night
To mess with your values and change wrong to right

I campaigned for nothing
I worked hard for this
I tried to get to you
you treat me like this..

4.
Insight [invades el espacio de mi mente minando el equilibrio.. precipito en tì. consciente pero sin miedo]

Guess the dreams always end
They don’t rise up just descend
But I don’t care anymore
I’ve lost the will to want more
I’m not afraid. not at all..

5.
New Dawn Fades [tocas mis abismos màs profundos e impenetrables. eres cortante como la màs afilada de las hojas que al mismo tiempo provoca en profundidad exaltaciones de mi yo y en superficie tiende trampas a mi piel. pocos movimientos. repetidos implacablemente. que destruyen cada resistencia como gotas de agua en su caìda inexorable y siempre igual mellando cada materia. corroyéndola]

Change of speed. a change of style
A change of scene. with no regrets
A chance to watch. admire the distance
Still occupied - though you forget
Different colours. different shades
Over each mistakes were made
I took the blame

We’ll share a drink and step outside
An angry voice and one who cried
We’ll give you everything and more
The strain’s too much
can’t take much more
Oh I’ve walked on water run through fire
Can’t seem to feel it anymore
It was me - waiting for me
Hoping for something more
Me - see me in this time
Hoping for something else

6.
She’s Lost Control [tu cruel e intenso entrenamiento de mi auto.control nos estalla en la cara]

The confusion in her eyes it says it all
She’s lost control

And how I’ve never felt just why I don’t understand she said
I’ve lost control again
And she’s upon the floor- I thought she died she said
I’ve lost control again

And she expressed herself in many different ways until
She lost control again
I walked upon the edge of no escape and laughed
I’ve lost control again

7.
Shadowplay [queda sòlo rabia. distorsionada. desesperada]

To the centre of the city where all roads meet looking for you
To the depths of the ocean where all hopes sank searching for you
Moving through the silence without motion waiting for you
In a room with no window in the corner. I found truth

I did everything. everything I wanted to..

8.
Wilderness [las lĂ grimas infinitas que me provocas y que temes]

I travelled far and wide where unknown martyrs died
I saw the one-sided trials
What did you see there?
I saw the tears as they cried
They had tears in their eyes
Tears in their eyes..

9.
Interzone [como una polilla atraìda por la luz me he ecostumbrado a chocar contra el vacìo que separa mi amor de tu indiferencia]

I walked through city limits
Someone took me by the hand in the blue
Attracted by some force within it
If I could close my eyes
I could get used to it..

I walked round and round,
you nailed me to a tree
Trying to find a way
trying to find a way. to get out..

10.
I Remember Nothing [intimamente herida por una tensiòn y una fractura insanables entre mi voluntad de permanecer junto a lo que me dejas de tì y el deseo de ir màs allà de lo que no me dejas entender.. me consumes y quedan sàlo tus latigazos violentos que me dejaràn llagas abiertas. para siempre]

We were strangers.
We were strangers. for way too long. for way too long..
We were strangers. for way too long.
Violent. violent.
Were strangers.

Get weak all the time. may just pass the time
Me in my own world. yeah you there beside
The gaps are enormous. we stare from each side
We were strangers for way too long.

Violent. more violent. his hand cracks the chair
Moves on reaction. then slumps in despair
Trapped in a cage and surrendered too soon
Me in my own world. the one that you knew
For way too long.
We were strangers. for way too long.
For way too long..

cuando te miro. o sòlo te pienso..
de fondo este es el disco que suena siempre
eres tù. gèlido y encerrado en tì mismo. irresoluble y perfecto como una losa tumbal

me hundìas la cabeza contra la almohada mientras te empujabas fuerte dentro de mì
mi mirada cristalizada. fija en aquel disco sobre nosotros..

.love will tear us apart.

donde vaya. me llevaré esta imagen dentro de mì. para siempre..

los créditos sobre las notas de Atmosphere..

[Walk in silence
See the danger
Always danger
Endless talking
Life rebuilding
Don’t walk away]

but I
walk away
in silence..

and you
will never
ask me to stay

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Mar 31

.Repulsion.

Category: Super 8

La cámara de Polanski me encierra de nuevo entre cuatro paredes..
Entro en las habitaciones, me arrastro a la altura del suelo, resbalo a lo largo de las paredes en busca de los sĂ­mbolos de la neurosis..

Segundo largometraje del director después de Noz Wodzie (El cuchillo en el agua), Repulsion es considerada por la prensa británica como una de las mejores peliculas de los sesenta, y el primer thriller/horror de clase.

Repulsion es la historia de una neurosis: Polanski toma el clima hipnótico de “Psycho” de Hitchcock y realiza un estudio sobre la locura progresiva de su personale principal: la rubia Carole, interpretada espléndidamente por Catherine Deneuve, que se encierra en un apartamento de un barrio de Londres, alejándose lentamente de la realidad exterior para penetrar sempre mas a fondo en aquella de la mente.
Pocas las escenas rodadas al aire libre, que no hacen otra cosa que subrayar magistralmente el sentido de desapego, de aislamiento, de alienaciĂłn de la protagonista.

La brisa de Londres acaricia los largos cabellos rubios de una Deneuve que camina ausente, como en estado catatónico, en la cotidianidad de la ciudad. Del centro estético donde trabaja a la casa donde enloquece. Los sonidos y las imágenes de la calle, puestas en contraste con la mirada ausente de Carole, resultan incómodas e irreales, y de hecho, nos devuelven enseguida al universo enjaulado del apartamento.

Carole es tímida, introvertida, casi autística, sexualmente reprimida hasta el punto de provar un odio visceral por los hombres. Comparte el apartamento con la hermana que es todo lo contrario a ella: expansiva, extrovertida y más bien libertina. El declino comienza cuando esta última se va de viaje con su amante, un hombre casado, dejando a Carole sola en casa. Aquí comienza la lenta y progresiva desintegración de su frágil cordura.

Pasa las horas a observar las grietas en las parades y en la calle, que no son otra cosa que los símbolos de la fragmentación psicótica de su Yo, a la deriva hacia la esquizofrenia; inicia a confundir realidad e imaginación, se encierra siempre más en sí misma. Le corta un dedo a una cliente en el centro estético donde trabaja, y la visión de la sangre que corre, la transtorna del todo.

No sale más de casa, se exilia como si el mundo le fuera hostil, como un animal aterrado. Alterna estados de catatonia a estados de alucinación. Un conejo despellajado que se pudre en el salón hace pensar a un feto muerto que marca el arrastrarse del tiempo y refleja la propia descomposición mental. En su habitación entran violadores imaginarios, llegados directamente desde un trauma infantil sugerido con sutileza pero jamas manifestado del todo.

En el pasillo de la casa manos viscosas que salen de las paredes la aferran, el teléfono suena incesantemente hasta que ella arrancará el cable, eliminando así su último contacto con la realidad. Su manía por el orden y la limpieza desaparecen, transformando la casa en un lugar malsano y sucio, que refleja a la perfección su estado mental.

Más alla de las especulaciones psicoanalíticas, no podemos dejar de lado el impecable trabajo técnico de Polanski y deldirector de la fotofrafía Gilbert Taylor, que fundiendo realidad y alucinaciones, aumentan exponencialmente el sentido de paranoia y psicosis a través de argos silencios, de imágenes distorsionadas y el gran angular, de manera que podamos interpretar visivamente la situación emocional de Carole. El apartamento donde todo sucede, asume gracias al trabajo técnico, la forma de la Consciencia de la joven.

Óptimo el uso de los efectos sonoros alienantes y repetitivos que a menudo sustituyen los diálogos: la eliminación del sonoro en ciertas secuencias y la sobreposición del incesante tic tac del reloj, las campanas del convento cercano, el timbre de la puerta, y del teléfono resuenan con tal violencia que aumentan gradualmente el estado de desasosiego del espectador.

Un thriller psicológico único, habilísimo en el sacar a la luz la progresión de la locura y la paranoia hacia sus más extremas consecuencias. La mente de Carole de hecho, se desintegra ante nuestros ojos hasta que la locura la consume al punto de convertirla en una cáscara vacía, una bellísima muñeca inerte.

El apartamento de Repulsion es la extrapolaciĂłn fisica de la mente de Carole.
En el espacio cerrado del apartamento, de paredes sutiles y mutantes, Polanski mete en escena la confrontaciĂłn angustiosa del Yo con el resto: el sexo, el mal, la duplicidad, el Otro.

El ambiente es el protagonista, se funde con el individuo como en el cine más REAL y nos absorbe literalmente hasta dejarnos casi vacíos, como Carole, al final, casi sin vida..

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Mar 31

.Repulsion.

Category: Super 8

La macchina da presa di Polanski mi rinchiude di nuovo fra quattro mura..

Entro nelle stanze, striscio all’altezza dei pavimenti, scivolo lungo le pareti alla ricerca dei segni della nevrosi..

Secondo lungometraggio del regista dopo “Il Coltello dell’acqua”, Repulsion viene considerato dalla stampa inglese uno dei migliori film britannici degli anni sessanta, e il primo thriller/horror di classe.

Repulsion è la storia di una nevrosi: Polanski prende il clima ipnotico di “Psycho” di Hitchcock e ne fa uno studio sulla pazzia progressiva del suo personaggio principale: la biondissima Carole, interpretata splendidamente da Catherine Denevue, che si rinchiude in un appartamento di un quartiere di Londra, distaccandosi lentamente dalla realtĂ  esteriore per penetrare sempre piĂą in quella della mente.

Poche le scene girate all’aperto, che non fanno altro che sottolineare magistralmente il senso di distacco, d’isolamento, di alienazione della protagonista.
La brezza di londra accarezza i lunghi capelli di una Deneuve che cammina assente, come in stato catatonico, nella quotidianeitĂ  della cittĂ . Dal centro estetico dove lavora alla casa dove impazzisce. I suoni e le immagini della strada, messi di fianco allo sguardo smorto di Carole, risultano tutt’altro che familiari, e infatti ci riportano subito all’universo rinchiuso dell’appartamento.

Carole è timiddissima, introversa, quasi autistica, sessualmente repressa, al punto di provare un odio viscerale per gli uomini. Condivide l’appartamento con la sorella che è tutto il contrario di lei: espansiva, estroversa e piuttosto libertina. I declino comincia quando quest’ultima decide di partire per un viaggio con il suo amante sposato, lasciando Carole da sola in casa. Da qui inizia la lenta e progressiva disintegrazione della sua fragile mente.

Passa le ore ad osservare le crepe sui muri e per la strada, che non sono altro che i simboli della frammentazione psicotica del suo Io, in una deriva schizofrenica, inizia a confondere la realtà con l’immaginazione, si chiude sempre più in sé stessa. Trancia un dito a una cliente del centro estetico dove lavora, e la visione del sangue che scorre la sconvlge del tutto.

Non esce piĂą di casa, si rintana come se il mondo le fosse ostile, come un animale braccato. Alterna stati di catatonia a stati di allucinazione. Un coniglio spellato che marcisce in salotto fa pensare ad un feto morto che scandisce il passare del tempo e riflette la propria decomposizione mentale. Nella sua camera da letto entrano stupratori immaginari, arrivati direttamente da un trauma infantile subito accennato ma mai rivelato fino in fondo.

Dal corridoio della sua casa delle mani viscose la afferrano, il telefono squilla incessantemente finchè lei non ne taglia il filo, eliminando così l’ultimo contatto con la realtà. Anche la sua mania per l’ordine e la pulizia vengono a meno, trasformando la casa in un luogo insalubre e malsano, che riflette alla perfezione il suo stato mentale.

Al di lĂ  delle speculazioni psicanalitiche, di certo abbiamo il lavoro tecnico di Polanski e del direttore alla fotografia Gilbert Taylor, i quali, fondendo realtĂ  e allucinazioni, aumentano esponenzialmente il senso di paranoia e psicosi trame l’uso di lunghi silenzi, di immagini distorte e del grandangolo in modo da interpretare visivamente il disagio di Carole. L’appartamento in cui tutto si svolge assume, grazie al lavoro tecnico, la forma della coscienza della ragazza.

Ottimo l’uso degli effetti sonori alienanti e ripetitivi che spesso si vanno a sostituire ai dialoghi: l’eliminazione del sonoro in certe scene e la sovrapposizione dell’incessante ticchettio dell’orologio, le campane del convento vicino, il campanello della porta, lo squillare del telefono risuonano con tale violenza aumentare grandemente lo stato di disagio nello spettatore.

Un thriller psicologico unico, abilissimo nel mettere in luce la progressione della follia e della paranoia verso le sue estreme conseguenze.
La mente di Carole infatti si disintegra sotto i nostri occhi fino a quando la pazzia la consuma al punto da trasformarla in un guscio vuoto, in una bellissima bambola inerte.

L’appartamento di Repulsion è la strapolazione fisica della mente di Carole.

Nello spazio chiuso dell’appartamento, dalle pareti sottili e mutanti, Polanski ha messo in scena il confronto angoscioso dell’io con l’altro da sè: il sesso, il male, il doppio.

L’ambiente è il protagonista, si fonde con l’individuo come in tutto il cinema vero, e ci risucchia letteralmente fino a lasciarci ormai svuotati, come Carole, alla fine, quasi senza vita..

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Mar 24

.l’instant dĂ©cisif.

nuvole sul grigio
posso arrivare dove voglio
o restare sospesa nel TeMPo
nell’attesa
di TuTTo o NieNTe

una scatola high-tech che ancora non contiene un segreto
apro il copercchio e scivoli nel mio letto
senza sapere chi sono
senza sapere chi sei

taci
mi piace che il tuo silenzio non mi sussurri bugie
attraverso le tue palpebre chiuse magari puoi vedere dove non riesco
o forse ti provoca vertigine affacciarti al mio abisso

taccio
non voglio che le ombre della mia voce oscurino il tuo viso
attraverso la tua bocca semiaperta magari potrei arrivare dove ho paura
o forse è meglio per una volta restare a guardare da lontano

respiri sotto le mie dita
e il tuo alito non avvelena la mia insonnia

dalle tue labbra fredde spunta il profilo fievole dei tuoi denti
deliziosamente storti
che non mi graffieranno il collo

potresti semplicemente avermi cantato una ninnananna
però sei rimasto senza voce
e io con la voglia di..

non sai
che fermare il TeMPo è
quasi
quasi
un delitto?

apri gli occhi
e le lancette trascinano di nuovo i minuti
dagli altoparlanti annunciano il mio volo verso nessuna parte
resto rannicchiata in posizione orizzontale e accanto a me rimane soltanto
il profilo vuoto del tuo corpo che non pesa..

[l’instant dĂ©cisif est celui qui prĂ©cède le dĂ©sir]

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Mar 24

.l’instant dĂ©cisif.

nubes sobre gris
puedo llegar donde quiera
o permanecer suspendida en el TieMPo
a la espera
de ToDo o NaDa

una caja high-tech que aĂşn no contiene un secreto
abro la tapa y te deslizas en mi cama
sin saber quién soy
sin saber quién eRes

callas
me gusta que tu silencio no me susurre meNTiRas
a través de tus párpados cerrados quizás puedas ver donde no alcanzo
o tal vez te de vértigo asomarte a mi abismo

callo
no quiero que las sombras de mi voz oscurezcan tu rostro
a través de tu boca entreabierta quizás podría llegar donde me da miedo
o tal vez sea mejor por una vez mirar desde lejos

respiras bajo mis dedos
y tu aliento no envenena mi insomnio

de entre tus labios frĂ­os asoma el perfil mortecino de tus dientes
deliciosamente retorcidos
que no van a arañarme el cuello

podrĂ­as simplemente haberme cantado una nana
pero te quedaste sin voz
y yo con las ganas..

no sabes
que detener el TieMPo es
casi
casi
un delito?

 

abres los ojos
y las agujas vuelven a arrastrar los minutos
por los altavoces anuncian mi vuelo a ninguna parte
permanezco acurrucada en posiciĂłn horizontal y a mi lado queda sĂłlamente
el perfil vacĂ­o de tu cuerpo que no pesa..

[l’instant dĂ©cisif est celui qui prĂ©cède le dĂ©sir]

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